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Fotografo perché non potevo farne a meno

Comincio professionalmente nel 1984 con una cosetta leggera leggera: Reportage di guerra in America Centrale (guerra civile in Nicaragua). Pubblico i miei reportage su quella storia su L’Espresso, Panorama, Epoca, Corriere della Sera, La Repubblica, New York Times, The Boston Globe, Report of America, Stern, ecc. Una mia foto del neoeletto Presidente viene pubblicata in 32 Paesi!
Rientrato in Italia, spostandomi tra Roma e Milano, comincio ad occuparmi di reportage di attualità sociale e politica in Italia, dai funerali di Berlinguer a Mani Pulite; racconto il declino di Craxi e l’ascesa di Di Pietro, e Berlusconi, e Prodi; racconto l’Albania prima da fotografo clandestino, e poi seguo le prime elezioni libere in quel Paese:
incontro Teresa di Calcutta.

Cambio storia, ma comunque fotografo perché non potevo farne a meno

Nel 1996 metto su uno studio a Bitonto, per dedicarmi a quello che inseguo fin da ragazzo, all’epoca dei miei studi di composizione con Franco Fontana (1982): la Fotografia Pubblicitaria!
L’insieme dell’esperienza, a cominciare dagli studi con Fontana (pulisci l’inquadratura!, elimina il superfluo!, occhio ai colori!, metti dentro solo ciò che conta!...), per aggiungervi il colpo d’occhio, fondamentale per il Reportage, più l’amore per la luce (materia volubile e preziosa in cui il mondo si piega e si conforma) che mi porta a comandarla e assecondarla insieme, mi hanno permesso di sviluppare uno stile personale ed appassionato, con il quale è divertente, come una sfida quotidiana, ottenere al tempo stesso Immagini belle, appaganti e forti, ma funzionali al messaggio che mi viene affidato dalla committenza. E’ così che oggi mi occupo di raccontare il Fashion, il Food, lo Still-Life (non potete capire quanto possa essere emozionante dominare la luce su un cronometro da polso in acciaio lucido…), in collaborazione con le più divertenti Aziende e
Agenzie Pubblicitarie di Bari e dintorni.

Gaetano Lo Porto
fotografo perché non poteva
farne a meno